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una scuola aperta

progetto Gorle

mamme ai tavoli della scuola

Il Comune di Gorle  ha visto aumentare, in questi ultimi anni, il numero di famiglie immigrate e quindi gli allievi delle scuole   del territorio. (...)

Un gruppo numeroso di mamme italiane presenti nelle scuole di Gorle ha preso coscienza della difficile situazione vissuta dai nuovi compagni di classe dei propri figli e si è rivolto ad Arcobaleno per costruire insieme un percorso al fine di facilitare l'integrazione dei bambini immigrati e delle loro mamme.

  Le donne, anche all’interno della famiglia migrante,  sono il principale decisore degli stili di vita, e contemporaneamente coloro che, all’interno del gruppo familiare, portano con maggiore sofferenza il peso delle difficoltà. Hanno accresciuto il proprio ruolo di regista e collante dei rapporti familiari, mantengono e garantiscono il rapporto con la scuola, determinano i consumi, si occupano dell’educazione dei figli, sostengono il marito privato del lavoro, tanto importante per  la stima di sé,  operano le scelte quotidiane che condizionano opinioni e bene comune.

Donne forti che hanno saputo superare  momenti terribili lasciando la loro terra ed i loro affetti,  eppure estremamente  fragili perchè sperdute in luoghi e linguaggi che non conoscono ed in cui è difficile riuscire ad essere accolte ed accettate.

La difficoltà ad orientarsi e sentirsi autonome, in una società tanto diversa da quella di provenienza, porta spesso tendenza alla chiusura entro la propria casa, timore verso i luoghi di aggregazione e socializzazione.

 A queste donne che portano il peso del disagio di tutti i membri della famiglia le mamme di Gorle desiderano offrire strumenti, occasioni di crescita e di speranza nel futuro, possibilità per valorizzare le proprie potenzialità, per non sentirsi esterne ad una società che ha bisogno di loro.
Questo Progetto desidera raccoglie questa sfida: scommettere sulla pulsione alla vita, sul desiderio di progettualità di persone che non devono perdere la speranza nel proprio futuro, nel proprio ruolo genitoriale e di cittadino in una  comunità aperta e priva di intolleranze in cui i  loro bambini possano crescere accolti e vivere sereni. 

1Per le mamme immigrate: Insegnamento della lingua italiana da parte di insegnanti specializzati nell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua e di mamme italiane, come strumento di comunicazione e di integrazione,  per favorire l' autonomia  ed i rapporti con la scuola, il territorio e le istituzioni, per evitare che le mamme possano non capire più i figli che più velocemente di loro hanno appreso la lingua italiana, per favorire la nascita di una rete di solidarietà.  locandina

Risultati attesi:

  •   Apprendimento della lingua italiana 
  • Conoscenza dei principali servizi offerti dal  territorio
  •   Conoscenza delle nostre norme e consuetudini 
  • Conoscenza delle comunicazioni scuola – famiglia
  •   Conoscenza dei servizi offerti dal Servizio sanitario

 1.2 Organizzazione di incontri fra le diverse etnie per facilitare la conoscenza reciproca e promuovere una consapevole ed attiva integrazione.

Con la collaborazione  di alcuni Insegnanti e dei Mediatori culturali verranno affrontate tematiche importanti quali:

  • Il progetto: la decisione di ricongiungere la famiglia, la preparazione, l’attesa, il viaggio;
  • L’incontro: l’accoglienza, come siamo “noi-genitori “adesso, come è ”lui-figlio” adesso, ridefinizione dei ruoli, chi si occuperà dell’altro;
  • Lo scontro: le fantasie, le aspettative, la realtà;
  • La scuola e l’impegno scolastico: aspettative, aspirazioni, ambizioni a confronto (genitori / figli), valore attribuito alla formazione scolastica e culturale, il rendimento scolastico;
  • Rapporti di genitori e figli con gli insegnanti: rapporti di genere, debolezza ed autorevolezza, metodi educativi, i compiti a casa;
  • Rapporti dei bambini/ragazzi con i compagni di scuola: imitazione, isolamento, rifiuto, scontro,            integrazione;
  • Situazioni di disagio e rischio di emarginazione: come riconoscerle e prevenirle;
  • Rapporti delle famiglie immigrate con le famiglie italiane dei compagni dei figli e con il quartiere: discriminazioni, diffidenza, accoglienza, curiosità;        
  • Regole personali e sociali, abitudini di vita, libertà e orari, permissivismo, severità, punizioni, riconoscimenti gerarchici, rispetto verso gli adulti;

Ad esempio: le mamme che meglio conoscono la lingua italiana saranno d'aiuto alle nuove arrivate facilitando l'apprendimento della nuova lingua, accompagnandole nei negozi o al Comune per i documenti. Tutto questo sviluppa la capacità di lavorare in gruppo per un obiettivo comune.

  2.  Per i bambini/ragazzi: Prima conoscenza: percorso di accompagnamento all'inserimento scolastico.La scuola si trova a dover rivedere le proprie modalità organizzative per accogliere in maniera adeguata chi viene da lontano, per conoscerne la storia e i percorsi di arrivo, per riconoscerne i saperi e le competenze pregresse. Tutto questo nella consapevolezza che la fase dell'accoglienza rappresenta il primo contatto del minore e della famiglia straniera con la scuola italiana, con gli insegnanti e i dirigenti scolastici, l'imprinting fondamentale che segna in maniera profonda le successive tappe dell'inserimento scolastico del minore straniero. 

Le iniziative proposte in questo percorso, con l'aiuto di mediatori linguistici e culturali, prevedono i seguenti obiettivi: 

  • l ruolo fondamentale della famiglia in relazione ai propri compiti educativi e di impegno sociale;
  • Conoscenza della città e i suoi servizi: le istituzioni, gli enti, le associazioni cui potersi            rivolgere in situazioni di difficoltà;
  • L’illegalità: come superarla, a chi rivolgersi;
  • Coinvolgimento delle famiglie nelle attività di volontariato per renderle maggiormente partecipi, attive e propositive e per sensibilizzarle al coinvolgimento in attività utili a tutta la comunità.
  • organizzazione di modalità di inserimento con un'attenzione particolare all' aspetto positivo della relazione, alla riduzione della possibile ansia dell'alunno e dell’eventuale diffidenza da parte della famiglia;
  • conoscenza della nuova scuola: si propone al minore un percorso conoscitivo della struttura scolastica, che prevede la visita ed una prima conoscenza degli spazi (aule, laboratori, mensa…) e del personale scolastico (insegnanti, dirigente, personale di segreteria…);
  • conoscenza del vissuto del bambino: il mediatore culturale e, qualora ve ne sia la necessità, lo psicologo transculturale, tramite colloquio con i genitori approfondirà il vissuto scolastico e sociale del bambino nel paese d'origine al fine di offrire all'insegnante maggiori elementi di valutazione

2.2 Spazioarcobaleno: non solo compiti                  

Lo Spazioarcobaleno costituisce un punto di incontro per l'aggregazione extrascolastica di bambini e ragazzi di diversa provenienza.

L’ attività proposta vede i ragazzi protagonisti di un gruppo di scambio di conoscenze ed informazioni utilizzando le quali potranno:

  •   svolgere i propri compiti e colmare alcune lacune scolastiche; 
  •   valorizzare le qualità e le abilità personali;
  • sentirsi al tempo stesso persone che danno aiuto e che lo ricevono;
  • favorire la reciprocità e lo sviluppo delle potenzialità del lavoro di gruppo in vista di un obiettivo comune.

 Tale spazio rappresenta un momento di socializzazione a carattere multiculturale, con lo scopo di  favorire la conoscenza reciproca e di instaurare modalità positive di relazione all'interno dei gruppo dei pari.  L’azione dello Spazio Compiti si pone inoltre, come finalità,  quella di rappresentare un'alternativa utile ed educativa all'isolamento nel quale si trovano spesso i ragazzi nello spazio extrascolastico.

 All'interno di questo spazio i mediatori ricoprono il ruolo di supervisori e di punti di riferimento nella gestione delle relazioni in un clima sereno, in cui i partecipanti verranno sollecitati ad essere attivi e propositivi. I ragazzi, organizzati in piccoli gruppi, creano un modello di "auto aiuto" nello svolgimento dei compiti e nella spiegazione di eventuali incomprensioni.

 2.3 I laboratori dell'arcobaleno: animazione interculturale

 Il clima di distensione, l'intensa motivazione e il coinvolgimento emotivo che accompagnano le attività ludiche fanno del gioco una metodologia duttile e insieme estremamente efficace per l'apprendimento interculturale. Il gioco, inoltre, è già di per sé, per la molteplicità di forme in cui si realizza, una valida modalità di conoscenza: consente di rielaborare le esperienze, di integrarle e di padroneggiarle

 Gli obiettivi:

  •  conoscere modi di vivere diversi dal nostro, tradizioni, feste, leggende, giochi, abitudini alimentari;
  • promuovere un ambito sociale positivo;
  • favorire la possibilità di esprimere se stessi (creatività);
  • stimolare la capacità di percepire e ascoltare l'altro (ascolto e decentramento);
  • utilizzare dinamiche relazionali emotivo-affettive.

  In base all'età degli alunni, alle specificità/competenze/provenienze, l’azione prevede diversi approcci attraverso i quali saranno proposte al gruppo classe alcune tematiche:

  •    il paese d'origine (conoscenza di contesti e culture di provenienza: infanzia, adolescenza, educazione, modelli familiari...);
  • il viaggio e la migrazione;
  • il gioco;
  • le filastrocche, la fiaba e la narrazione;
  • il cibo e la cucina nel mondo;
  • musica e strumenti musicali;
  • gli squilibri tra nord e sud del mondo;
  • le feste e il loro significato.

 2.4 Percorso di alfabetizzazione 

La conoscenza della lingua italiana è uno dei requisiti fondamentali dell'alunno straniero per socializzare ed integrarsi all'interno del sistema scolastico e del territorio di accoglienza.

L'importanza di questa abilità rende necessari percorsi di accompagnamento e approfondimento linguistico che rispondano sia alle esigenze degli insegnanti che alla volontà dell'alunno di comunicare, relazionarsi ed esprimersi nei diversi contesti della vita scolastica e quotidiana.  E' quindi importante adottare criteri di flessibilità tali da consentire, dopo un'adeguata mappatura dei bisogni di alfabetizzazione espressi dalla scuola, interventi diversificati e personalizzati in base ad ogni singola esigenza.Il percorso di alfabetizzazione rappresenta un momento importante di raccordo e condivisione tra le diverse figure educative (insegnanti, facilitatori linguistici, mediatori culturali).

Al fine di impostare una linea di intervento efficace e positiva, si rende necessario analizzare e individuare gli interventi specifici in momenti di compresenza di tutte le figure, al fine di analizzare le competenze pregresse dell'alunno e di individuare le  migliori strategie di supporto linguistico.

3.  Per la scuola270 schede scuola – famiglia                      

 Arcobaleno tradurrà in varie lingue le 15 schede più utilizzate per le comunicazioni fra la scuola e la famiglia. Ogni scheda riporterà le informazioni in italiano e nella lingua straniera al fine di favorire le famiglie migranti nella comprensione dei contenuti del documento ed anche della lingua italiana.Il materiale sarà disponibile in versione  cartacea e informatica.


 donne italiane e del mondo "Relazione scuola-famiglia"

 L'incontro, tenutosi nell'Aula Magna della scuola primaria   alla presenza di insegnanti, genitori stranieri, volontari dell' Ass.ne L'arcobaleno Gorle e della mediatrice Interculturale Maida Ziarati, ha rappresentato un'occasione di dialogo e di confronto, in cui si è cercato di mettere a fuoco l'identità della scuola oggi, soprattutto nella relazione con i bambini ed i genitori stranieri. 

mamme in dialogoIl desiderio emerso è che la scuola possa diventare sempre più scuola di persone con volti espressivi, in grado di scorgere negli sguardi altrui disagi e difficoltà, ma anche ricchezze e bellezze da condividere.

La presenza, sempre più significativa, degli stranieri nella nostra scuola costituisce uno stimolo alla riflessione, perché possano essere intraprese con entusiasmo e consapevolezza iniziative che facilitino l'integrazione, che rispondano al  diritto degli stranieri di sentirsi membri importanti ed attivi nella comunità.

 


 

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